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Per chi ha perso di vista i valori etici…

Oggetto: Per Verità e Giustizia: chiarimenti a chi ha perso di vista i valori etici che dovrebbe rappresentare e difendere.

Come medici e come cattolici (praticanti) siamo imbarazzati nel leggere delle opinioni, riportate con parole virgolettate (quindi riteniamo che siano esattamente quelle pronunciate) sul Corriere della Sera del 15 settembre, da parte di due illustri colleghi i quali dimostrano, con quelle parole, di non avere compreso quale sia il loro ruolo di rappresentante pro-tempore; cioè “cosa” stanno rappresentando.

Al rappresentante dell’associazione cattolica ricordiamo che la religione va praticata (non solo predicata) secondo coerenza ai principi enunciati nelle Sacre Scritture; quindi, va perseguita la Verità e contrastata la Menzogna. Dal punto di vista limitato della pratica medica questo significa dibattito e confronto sulle prove provenienti da dati ottenuti dal mondo reale clinico (e non dal mondo dei modelli matematici): dichiariamo, sin da ora, che se qualcuno sarà in grado di presentarci, dibattendo in un confronto, delle prove di maggior forza rispetto alle nostre, saremo i primi a riconoscerlo pubblicamente. Quindi lo invitiamo a farsi promotore di tali confronti (perché la “scienza” non è affatto concorde).

Al rappresentante dell’istituzione ordinistica, evidenziamo la sua affermazione confessoria, secondo cui le parole di Verità riportate nello scritto del dott. Tolentinati, sarebbero irrispettose nei confronti di tutti coloro che hanno fatto il proprio lavoro (di medici) “seguendo le indicazioni ufficiali” , a volte pagando con la vita.

Non è questa la sede per discutere se le “indicazioni ufficiali” abbiano salvato o fatto perdere vite; il tema di questa sede è un altro: il medico, da Giuramento, Codice Deontologico, legge e giurisprudenza… non deve “seguire le indicazioni ufficiali“, ma deve conoscere e verificare l’applicabilità al paziente specifico di procedure e protocolli, sicurezza e efficacia dei farmaci (e loro interazioni) e ogni altro aspetto clinico terapeutico che possa avere una incidenza sul caso specifico.

Cioè il medico NON deve essere un esecutore, ma un rivalutatore critico di tutti gli aspetti. Ricordiamo, non per giudicare chi sbaglia, ma per evidenziare l’errore, che il compito fondamentale che la legge affida agli ordini professionali è quello (art. 1, comma 3, lett. c della legge istitutiva degli ordini) di “assicurare l’autonomia e l’indipendenza della professione e dell’esercizio professionale” e non, all’opposto, quello di “forzare” (a pena di sanzioni disciplinari) il medico a seguire pedissequamente procedure e protocolli; solamente con un medico libero di scegliere, nella responsabilità, il percorso terapeutico migliore da proporre al paziente che a lui si affida sarà possibile ottenere la migliore tutela della salute individuale.

Il “medico” indicato dal rappresentante ordinistico non serve a nulla ed è pronto, come infatti sta accadendo, ad essere sostituito da infermieri e… farmacisti!!!!, con la piena accondiscendenza dei vertici ordinistici e sindacali; ma con quali risultati sulla sicurezza dei pazienti?

Lì, 23 Settembre 2026

Comitato Operativo Carta di Siena – Patto tra Medici e Cittadini

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