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Ammissione AIFA: il crollo del dogma

Il crollo del dogma: dopo le ammissioni di Magrini (AIFA) e il tradimento degli Ordini dei Medici, cade il castello di carte della propaganda COVID.

Ci sono voluti anni, audizioni parlamentari e la polvere del tempo a coprire le macerie sociali di una gestione autoritaria, ma alla fine l’impalcatura delle menzogne sta crollando. Le recenti ammissioni dell’ex direttore generale dell’AIFA Nicola Magrini davanti alla Commissione d’inchiesta non sono un semplice ridimensionamento: sono la resa di fronte all’evidenza di una narrazione piegata alla propaganda, dove la scienza è stata usata come dogma per giustificare ricatti, discriminazioni e privazioni delle libertà fondamentali. Mentre i responsabili ammettono a mezza bocca ciò che era chiaro fin da subito, resta aperta una ferita profonda in un Paese che attende ancora che si traccino i confini reali di quella follia e delle sue responsabilità.

Le crepe della narrazione e dell’apparato sanzionatorio

La falsificazione della realtà scientifica e le ammissioni AIFA: Le istituzioni non si sono limitate a imprecisioni, ma hanno deliberatamente diffuso una menzogna di Stato. Davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta, Nicola Magrini ha dichiarato che i vaccini non erano stati approvati con l’indicazione specifica di bloccare il contagio, ammettendo che la riduzione della trasmissione fosse solo parziale (“si riduce di un po’”).

Le schede tecniche del vaccino, così come le dichiarazioni ufficiali di Pfizer, dell’EMA e della stessa AIFA, confermano un dato inequivocabile: l’obiettivo della prevenzione della diffusione dell’infezione non era possibile con il vaccino, poiché ciò non rientrava nelle sue indicazioni e capacità terapeutiche. Nonostante questa evidenza, si affermava con perentorietà che l’iniezione fermasse il contagio — ricattando la popolazione con la formula “se non ti vaccini fai ammalare e fai morire”, sostenuta dalle massime cariche istituzionali come l’allora Premier Mario Draghi, che usava la tesi dell’azzeramento della trasmissione verso i terzi per giustificare l’obbligo vaccinale, le sospensioni dal lavoro e il Green Pass. Di conseguenza, è dimostrato che tutte le limitazioni, la compressione e la violazione dei diritti umani e costituzionali non avevano alcun senso sanitario. In questa deriva inaccettabile spiccano barbarie mai viste prima nella storia dell’uomo, neppure durante i periodi di guerra o la peste di manzoniana memoria, come la disumana privazione della sepoltura dei propri cari defunti. E lo stesso vale per la gravissima lesione dei principi costituzionali, come la privazione del diritto al lavoro in un Paese la cui Repubblica è “fondata sul lavoro”.

La manipolazione dei dati e il nodo dei tamponi: Nel corso delle audizioni e delle verifiche sono emerse pesanti criticità sulle metodologie dei dati adottate:

  • Alterazione dei conteggi epidemiologici, in cui i soggetti contagiati o deceduti nei primi 15 giorni dalla somministrazione venivano classificati come “non vaccinati”.
  • Dubbi sui criteri di amplificazione dei cicli PCR dei tamponi usati in Italia, che hanno distorto la reale percezione dell’epidemia.

La selezione ideologica degli studi e i protocolli ufficiali: È emerso come l’AIFA abbia operato una selezione critica e unilaterale della letteratura scientifica, prendendo in considerazione solo le ricerche funzionali alla linea governativa e ignorando gli studi contrari.

L’omissione sui dati di farmacovigilanza: Tra i punti più critici emersi vi è la gestione della trasparenza: la mancata pubblicazione tempestiva dei report interni relativi alle segnalazioni degli effetti avversi legati ai vaccini ha tenuto all’oscuro la popolazione sui reali rischi emersi dalle fasi di somministrazione di massa.

La responsabilità centrale degli Ordini dei Medici e la manipolazione della fiducia: La responsabilità più grave e sistemica ricade sui vertici degli Ordini professionali. Un cittadino può nutrire naturale diffidenza verso la parola di un politico, ma tende a fidarsi istintivamente del proprio medico di famiglia o dello specialista di riferimento. Inquadrando, condizionando e sanzionando la classe medica attraverso vessazioni, procedimenti disciplinari, minacce di sospensione e radiazioni, gli Ordini hanno piegato l’intera categoria al conformismo di Stato. Utilizzando i medici come vera e propria cinghia di trasmissione per orientare la popolazione, gli Ordini hanno tradito il Giuramento di Ippocrate e il principio del “primo non nuocere”, strumentalizzando e distruggendo il legame fiduciario storico tra medico e paziente.

L’arma del Green Pass e la discriminazione: Il certificato verde non è mai stato uno strumento sanitario, ma un mezzo coercitivo e discriminatorio. Creare il mito degli “ambienti sicuri” è servito a privare i cittadini della socialità e della libera circolazione, colpevolizzando e ponendo ai margini della società chi esercitava un proprio diritto di scelta.

La moralizzazione forzata e il ruolo delle autorità: La pressione mediatica e politica ha arruolato persino le massime autorità morali e religiose. La definizione della vaccinazione come “un atto d’amore” da parte di Papa Bergoglio è stata usata per instillare un senso di colpa collettivo, trasformando una decisione medica in un imperativo etico assoluto e indiscutibile.

Il ricatto del pane, le sospensioni e il mancato recupero degli stipendi: Tra gli aspetti più feroci di quella stagione c’è stato l’attacco diretto alla sostanza stessa della Costituzione: il diritto al lavoro e alla dignità personale. Centinaia di migliaia di cittadini — sanitari, insegnanti, forze dell’ordine e lavoratori del settore privato — sono stati sospesi dalle loro mansioni senza stipendio né alcun tipo di ammortizzatore sociale. A distanza di tempo, le retribuzioni tolte non sono state recuperate, lasciando un danno finanziario enorme sulle famiglie che tuttora non hanno ricevuto alcun risarcimento né indennizzo.

La denigrazione sociale, le radiazioni e i procedimenti disciplinari: Oltre alla perdita economica, la gogna mediatica e istituzionale ha travolto l’onore di chi ha scelto di non cedere. Lavoratori e professionisti sono stati offesi, denigrati, sottoposti a procedimenti disciplinari, sospesi o radiati dagli albi professionali, subendo una distruzione sistematica della propria reputazione umana e lavorativa.

Le cause legali, le spese e la beffa giudiziaria. Oltre al danno si è aggiunta la beffa: chi ha cercato di far valere le proprie ragioni avviando cause o impugnando le sanzioni amministrative si trova spesso sommerso da contenziosi infiniti e costi legali esorbitanti. Molti ricorsi sono stati respinti, condannando chi ha subito le sospensioni a pagare persino le spese di giudizio.

Il muro dell’archiviazione e la mancanza di giustizia: Negli ultimi anni sono stati depositati centinaia di esposti e denunce presso le Procure di tutta Italia. Quasi la totalità di queste iniziative giudiziarie a carico delle figure politiche e sanitarie di spicco è stata sistematicamente archiviata, spesso con la formula secondo cui le decisioni furono assunte “nell’interesse della salute pubblica”. Questa barriera ha lasciato priva di risposta la richiesta di giustizia di chi ha subito le conseguenze dei provvedimenti.

I limiti della Commissione d’inchiesta e l’impunità: Oggi i nodi vengono al pettine in sede parlamentare, dove le udienze mettono a verbale quanto accaduto, ma la Commissione ha compiti conoscitivi, non sanzionatori. Resta lo sconcerto nel constatare che, pur di fronte a dichiarazioni che smentiscono la retorica dell’epoca, l’impianto delle responsabilità individuali resta di fatto inattaccabile dal punto di vista penale.

La narrazione dell’emergenza non si è sbriciolata per un naturale corso degli eventi, ma sotto il peso delle proprie menzogne, lasciando aperta una ferita profondissima sulla gestione del potere e sulla manipolazione dell’opinione pubblica.

Appello per il riscatto e la memoria

Di fronte a questo scenario, come associazione Carta di Siena – Patto tra Medici e Cittadini ribadiamo che l’unica risposta possibile non è l’oblio, ma la pretesa inflessibile di verità e trasparenza. Occorre impedire che il tempo cancelli le ingiustizie commesse o che l’omertà delle istituzioni trasformi l’arbitrio in un precedente accettabile.

Tutto questo risulta ancora più evidente di fronte allo spettacolo indecoroso delle varie “virostare dei commentatori del sistema mediatico mainstream: personaggi che hanno cavalcato ed esasperato questa narrazione e che oggi, con una spudorata mancanza di rispetto, continuano a propugnare le stesse tesi come se nulla stesse accadendo.

Un comportamento che insulta l’intelligenza dei cittadini e persevera nell’offendere, bollando come “novax” e denigrando senza sosta tutti quei medici e cittadini che hanno esercitato il proprio diritto di scelta; una scelta che alla luce delle evidenze attuali si è rivelata pienamente fondata.

Come Carta di Siena – Patto tra Medici e Cittadini proseguiamo con determinazione nel nostro impegno per la Verità e Giustizia e riteniamo, quindi, sia nostro dovere così come di ogni cittadino libero mantenere viva la memoria di questi anni, continuare a pretendere il completo accertamento delle responsabilità e sostenere chi ha lottato con dignità per difendere i propri diritti fondamentali. Soltanto attraverso una presa di coscienza collettiva e il rifiuto di ogni futura forma di manipolazione potremo impedire che la salute e la libertà tornino a essere merce di scambio nelle mani del potere.

DIRETTIVO CARTA DI SIENA – PATTO TRA MEDICI E CITTADINI

Lì, 27 agosto 2026          

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