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La stella cadente Anthony Fauci

“La stella cadente Anthony Fauci” – Lettera aperta a istituzioni, ordini professionali e cittadini

Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica Italiana
SEDE

Signor Ministro della Salute SEDE Signor Ministro dell’Università e della Ricerca
SEDE

Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Siena
SEDE

Magnifico Rettore della Sapienza Università di Roma
SEDE

Egregio Signor Presidente della Fondazione Biotecnopolo di Siena
SEDE

Egregio Signor Presidente Accademia Nazionale dei Lincei
SEDE

Egregio Signor Presidente della Federazione Nazionale degli
Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri
SEDE

Egregi Signori Presidenti degli Ordini Provinciali
dei Medici Chirurghi e Odontoiatri d’Italia
SEDI

e p.c. agli Organi di Informazione e alla Cittadinanza tutta

 

Oggetto: “La stella cadente Antony Fauci”. Richiesta di revoca titoli e onorificenze.

Le recenti notizie emerse dal Senato degli Stati Uniti d’America — dove, nel corso delle audizioni sui finanziamenti alla ricerca, sull’origine dei virus e sui protocolli pandemici, l’ex virologo Anthony Fauci si è avvalso del Quinto Emendamento per non rispondere alle domande degli inquirenti — aprono una questione di inaudita gravità che riguarda direttamente anche il nostro Paese.

Mentre in America il pluripremiato uomo di scienza sceglie il silenzio legale per evitare conseguenze penali, in Italia le istituzioni politiche e accademiche hanno fatto a gara per colmarlo di onori: ruoli di consulenza strategica per l’Hub del Biotecnopolo di Siena, la massima onorificenza dello Stato (Cavaliere di Gran Croce) e una laurea ad honorem in Medicina e Chirurgia rilasciata dall’Università di Siena.

Ma le vergogne vanno esibite tutte: ricordiamo infatti che anche l’Università Sapienza gli ha conferito un Dottorato Honoris Causa e che l’Accademia dei Lincei gli ha assegnato il Maddox Prize insieme a un italiano (tale Donato Brescia) per il presunto “rigore scientifico”.

Di questo passo, a causa della piega che sta prendendo Oltreoceano, non ci stupiremmo se le nostre istituzioni decidessero di fargli trovare pronta anche la cittadinanza onoraria italiana, per consolarlo della sfortunata perdita di gradimento in patria.

La realtà è intollerabile: un riconoscimento concesso in queste condizioni si trasforma inevitabilmente in un disonore per gli Atenei e per la credibilità della Repubblica. Una storica Università non difende il proprio prestigio con operazioni di facciata, ma dimostrando capacità critica, aderenza alla realtà e il coraggio di pretendere trasparenza su vicende oscure come quelle che ruotano attorno al Biotecnopolo, finanziato con i soldi dei contribuenti.

Per questo motivo, noi di Carta di Siena – Patto fra Medici e Cittadini rivolgiamo questa lettera aperta affinché gli enti in indirizzo la inviino a tutti i livelli competenti per denunciare con fermezza questa situazione e pretendere una presa di posizione netta.

I PUNTI CRUCIALI DELLA DENUNCIA

  1. L’insostenibilità di onorificenze a soggetti coinvolti in procedimenti e inchieste 

    Le massime onorificenze e i titoli accademici non sono atti formali dovuti, ma simboli di specchiata virtù ed esemplarità etica. Nel giugno 2023, l’Università di Siena celebrava il conferimento del titolo parlando di un riconoscimento al contributo scientifico. Oggi, alla luce delle gravissime inchieste in corso negli Stati Uniti e del rifiuto di Fauci di rispondere in sede parlamentare e giudiziaria, mantenere tali riconoscimenti — compresi quelli conferiti da La Sapienza e dall’Accademia dei Lincei — rappresenta un’offesa alla verità. Non si possono concedere patenti di infallibilità o ruoli di guida a chi si sottrae al confronto pubblico avvalendosi di tutele legali per sfuggire alle proprie responsabilità.

  2. Il valore imprescindibile della prudenza e del tempo nella scienza 

    Qualsiasi scelta di sanità pubblica deve fondarsi sul rispetto del principio di precauzione, che richiede cautela e osservazione prolungata prima di considerare consolidati i trattamenti sanitari. A ricordarlo con straordinaria lucidità fu lo stesso Anthony Fauci nel febbraio 1999, intervenendo sul tema dello sviluppo accelerato dei vaccini dell’epoca: all’epoca, il virologo avvertiva la comunità scientifica che un’immunizzazione di massa eseguita senza attendere i tempi biologici necessari poteva scatenare rischi imprevedibili a lungo termine, ammonendo che “solo dopo 12 anni potresti scoprire di aver scatenato un inferno“. Sottolineare quanto i rischi imprevisti esigano anni di prudente monitoraggio clinico dimostra come la fretta, l’opacità e l’imposizione di dogmi rigidi abbiano tradito le regole fondamentali della scienza, che cresce solo attraverso il confronto e la verifica delle prove.

  3. Il ruolo della comunità medica e degli Ordini Gli Ordini professionali, preposti alla tutela della salute e della deontologia, non possono rimanere indifferenti di fronte a modelli di gestione della scienza basati sull’opacità e sui conflitti d’interesse. La professione medica vive di alleanza terapeutica, libertà di cura e rispetto della persona, valori che non devono mai essere subordinati a logiche di palazzo o a gestioni padronali del sapere.

LE NOSTRE RICHIESTE

Alla luce di queste inequivocabili evidenze, chiediamo alle autorità in indirizzo:

  • Trasparenza amministrativa e ostensione degli atti: La piena pubblicazione dei criteri, dei pareri e della documentazione che portarono l’allora Governo e le Università coinvolte ad assegnare incarichi, premi e riconoscimenti al dottor Anthony Fauci, affinché i cittadini possano conoscere le reali motivazioni di tali scelte.
  • Allontanamento da ruoli di consulenza ed estromissione dei soggetti da lui indicati: L’immediato allontanamento di Anthony Fauci da qualsiasi comitato scientifico, progetto o consulenza all’interno del Biotecnopolo di Siena e delle strutture strategiche di ricerca nazionali. C’è un punto non negoziabile: insieme a lui devono essere allontanati senza esitazione tutti coloro che da lui sono stati segnalati, nominati o introdotti nei comitati e nelle strutture di ricerca.
  • Riesame in autotutela e revoca dei titoli: Che la cancelleria dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, le autorità accademiche senesi e romane (La Sapienza) e i vertici dell’Accademia dei Lincei avviino senza indugio il riesame dei riconoscimenti concessi, procedendo alla revoca immediata di lauree ad honorem, premi e onorificenze per palese inopportunità e lesione del prestigio istituzionale.
  • Un segnale chiaro dagli Ordini Professionali: Che la FNOMCeO e i singoli Ordini territoriali esprimano una posizione netta a tutela della trasparenza, condannando ogni forma di opacità e riaffermando che la guida della sanità pubblica non può essere affidata a figure compromesse da inchieste internazionali.

CONCLUSIONE: IL TEMPO DELLE RISPOSTE E DELLA COERENZA

La medicina e la scienza vivono di ricerca, di confronto e di trasparenza, non di dogmi o di sottomissione al potere politico. Il tempo dell’attesa e del silenzio istituzionale è finito. Un’istituzione culturale e accademica non si regge su facciate di circostanza, ma sull’orgoglio della verità e sulla capacità critica. Di fronte a fatti documentati e a interrogativi cruciali sui finanziamenti e sui conflitti d’interesse a cui era chiamato a rispondere, la scelta di avvalersi sistematicamente del Quinto Emendamento non è un dettaglio neutro: è l’evidenza di un cortocircuito inaccettabile che rende improponibile la continuità di privilegi e onorificenze nel nostro Paese.

Noi di Carta di Siena – Patto fra Medici e Cittadini esigiamo risposte immediate, trasparenza assoluta e atti concreti.

Dichiariamo fin da ora che l’assenza di un riscontro formale, chiaro e tempestivo da parte degli interpellati non sarà considerata un semplice silenzio burocratico, ma sarà portata all’evidenza di tutti i cittadini come un’esplicita e diretta complicità nell’operato di Anthony Fauci. Chi tace oggi accetta di essere suo complice domani. La tutela della salute pubblica e la dignità del nostro Paese chiedono che si volti pagina, e questo deve avvenire una volta per tutte: ORA

 

DIRETTIVO CARTA DI SIENA – PATTO TRA MEDICI E CITTADINI

Lì, Siena, 1 agosto 2026                   

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