All’ On. Ministro della Salute
Prof. Orazio Schillaci
Lungotevere Ripa, 1 00153 Roma
Inviato tramite PEC
Oggetto: Richiesta formale di immediata sospensione o sostanziale revisione dei protocolli della sperimentazione vaccinale Aviaria sul territorio nazionale – Istanza di tutela della salute pubblica e della trasparenza del consumatore.
Onorevole Signor Ministro,
I sottoscritti medici e professionisti della sanità, firmatari e sostenitori della Carta di Siena, Le indirizzano la presente istanza in virtù del combinato disposto dell’art. 32 della Costituzione della Repubblica Italiana — che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività — e dei vigenti doveri di deontologia medica e responsabilità giuridica a cui ciascun clinico è vincolato.
Siamo a richiamare la Sua attenzione, in qualità di massima Autorità sanitaria del Paese, sulle modalità esecutive e sulle implicazioni di salute pubblica relative alla corrente sperimentazione di nuovi protocolli vaccinali nel settore avicolo sul territorio nazionale.
Dalle evidenze e dalle disposizioni regolatorie attuative emergenti, si rilevano tre criticità di eccezionale gravità, tra loro strettamente interconnesse, che sollevano insuperabili nodi di ordine scientifico, giuridico ed etico:
- Assenza di emergenza globale: L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) non ha dichiarato alcuna emergenza sanitaria internazionale per l’uomo in relazione a tale ceppo. Evocare uno stato di emergenza o di eccezionalità a livello locale appare pertanto come un meccanismo burocratico e decisionale che bypassa indebitamente il Principio di Precauzione.
- Il divieto di esportazione transfrontaliera delle carni e dei prodotti derivati dagli animali sottoposti a sperimentazione. Tale misura restrittiva, implicitamente orientata ad azzerare il rischio biologico o regolatorio nei mercati esteri, certifica l’assenza di un consolidato profilo di sicurezza a lungo termine del trattamento e dei suoi potenziali residui lungo la filiera alimentare.
- L’assenza di un obbligo di tracciabilità e di menzione specifica in etichetta circa lo stato vaccinale/sperimentale dell’animale destinato al consumo interno. I prodotti in questione vengono immessi sul solo mercato italiano in regime di totale anonimato informativo per il consumatore finale.
Sotto il profilo scientifico e clinico, si configura una palese asimmetria di trattamento che confligge con il Principio di Precauzione (art. 191 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea). Se un prodotto presenta margini di incertezza tali da interdirne l’esportazione per ragioni di sicurezza, il medesimo livello di incertezza deve, a fortiori, applicarsi alla popolazione italiana. Non è scientificamente ammissibile né biologicamente giustificabile la creazione di un bacino di consumo interno eletto a destinatario esclusivo di un potenziale rischio.
Sotto il profilo giuridico ed etico, l’omissione di una voce specifica in etichetta priva il cittadino della facoltà di compiere una scelta d’acquisto libera e informata. La trasparenza e la tracciabilità della filiera alimentare costituiscono requisiti inderogabili per la sicurezza dei consumatori. L’immissione sul mercato di prodotti derivati da animali sottoposti a sperimentazione, senza esplicita segnalazione, trasforma di fatto la popolazione nazionale in una coorte sperimentale inconsapevole e non consenziente. Ciò lede profondamente il diritto all’autodeterminazione e i principi cardine della bioetica medica.
Alla luce di quanto esposto, al fine di scongiurare potenziali danni alla salute pubblica e una gravissima lesione del rapporto di fiducia tra istituzioni sanitarie e cittadini, Vi invitiamo e diffidiamo formalmente, ciascuno per le proprie competenze, a:
- Sospendere ad horas la suddetta sperimentazione, in attesa di un riesame analitico dei dati di sicurezza e dei profili di rischio da parte di organi scientifici terzi e indipendenti;
- In subordine, disporre l’immediata e sostanziale modifica delle regole attuative, introducendo l’obbligo tassativo di etichettatura chiara, visibile e univoca per tutti i prodotti derivati da animali inclusi nel protocollo sperimentale, garantendo il pieno esercizio del diritto alla trasparenza informativa per i consumatori italiani.
Avrà notato che ci siamo tenuti fuori, pur avendone le competenze per poterne parlare, da “questioni tecniche” che verrebbero, come sempre, ridotte a una “diversità di opinioni” trincerandosi dietro l’opinione (perché di questo si tratta, mancano i dati) del “i benefici superano i rischi”, opinione emessa da un Ente che per oltre il 90% è finanziato dagli stessi soggetti che richiedono la nuova autorizzazione al commercio del prodotto farmacologico.
L’Aviaria è endemica e le attuali misure di contenimento dei focolai sono sicure, efficaci, economiche e consolidate Inoltre sono in grado di garantire e preservare sia il patrimonio zootecnico, che i piccoli medi imprenditori del settore (tramite i ristori) e la salute alimentare e umana. Garanzie ed elementi essenziali e dominanti del processo decisionale che invece la tecnologia sperimentale non risulta essere in grado di garantire.
Tuttavia, l’Etica, ci impone di porLe un’ultima domanda: perché in presenza di una metodologia efficace, sicura e già sperimentata da decenni (l’aviaria non è certamente una nuova patologia) si voglia cambiare approccio ed introdurre una nuova metodologia i cui risultati ed effetti sono ignoti (mancando i dati)? Qualunque persona sostiene il principio generale del: “squadra vincente non si cambia”…
Certi che la Sua sensibilità di clinico e il Suo alto mandato istituzionale La guideranno verso una rigorosa tutela della salute e dei diritti dei cittadini, restiamo in attesa di un sollecito riscontro.
Con osservanza,
Lì, 11 giugno 2026
DIRETTIVO CARTA DI SIENA – PATTO TRA MEDICI E CITTADINI
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