Comunicato Stampa 6 settembre
Scandalo sui finanziamenti delle case farmaceutiche, tutti i soldi versati: i dati che provengono dai registri ufficiali delle stesse aziende farmaceutiche.
Il dossier pubblicato oggi è il frutto di un’alleanza necessaria: da un lato il grande lavoro di una penna libera, indipendente e senza conflitti di interesse, Athos de La Fère, dall’altro la voce di Carta di Siena, un’associazione di medici e cittadini impegnati per l’etica della professione.
Il giornalista ha messo in campo competenza, metodo e rigore: ha raccolto, verificato e reso pubblici dati che provengono dai registri ufficiali delle stesse aziende farmaceutiche. Noi abbiamo voluto e sostenuto questo lavoro, perché eravamo convinti che fosse indispensabile portare alla luce ciò che da troppo tempo restava nell’ombra. LINK ARTICOLO 9MQ
https://www.9mq.it/2025/09/06/big-pharma-tutti-i-soldi-versati-per-i-vaccini/
Due percorsi distinti si sono incontrati e hanno camminato fianco a fianco:
- il giornalismo libero e indipendente, con la sua forza di documentare, ha reso pubblici nomi e cifre;
- la coscienza etica della professione medica, con la responsabilità di interpretare quei dati, per comunicare con chiarezza cosa significa tutto questo per la salute e la fiducia.
In un tempo in cui, troppo spesso, vediamo giornalisti asserviti al potere e medici piegati alla politica, questa collaborazione rappresenta una grande vittoria. È la prova che la libertà e l’etica possono incontrarsi, e che dall’unione fra verità e coscienza può nascere una ricchezza nuova e una speranza concreta di cambiamento.
Il caso NITAG: la scintilla che ha fatto esplodere tutto
La vicenda delle nomine e della successiva revoca dei dottori Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite nel NITAG (gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni) ha mostrato in modo clamoroso ciò che, da molto tempo, denunciavamo: chi è indipendente è delegittimato, mentre i conflitti di interesse più evidenti sono tollerati o addirittura nascosti.
Il caso NITAG ha agito come una scintilla: ha fatto esplodere il problema, mostrando che i conflitti di interesse non sono un dettaglio tecnico, bensì una questione fondamentale per la salute pubblica, la libertà della scienza e la fiducia dei cittadini.
Università e formazione: condizionamento alla radice
Il dossier documenta che le università ricevono finanziamenti consistenti dalle industrie farmaceutiche. Non è solo un problema di ricerca: riguarda anche la formazione stessa dei futuri medici, che “crescono” in ambienti accademici permeati da corsi, seminari e progetti sponsorizzati. Così, il condizionamento entra alla radice della professione, modellando la cultura medica fin dai primi anni di studio.
Ospedali e incentivi: la logica di mercato
Il dossier mostra che anche ospedali e IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) hanno ricevuto fondi dalle aziende farmaceutiche, sotto forma di contributi a progetti di ricerca clinica, sponsorizzazioni di eventi formativi, sostegno a studi multicentrici e donazioni ai reparti.
A questo si aggiunge il sistema dei DRG (Diagnosis Related Groups), che collega i profitti degli ospedali al numero e al tipo di ricoveri. Durante la COVID i rimborsi per i ricoveri da SARS-CoV-2 sono stati ulteriormente aumentati. Quando il ricovero diventa una voce di bilancio, la medicina non è più libera: si piega a una logica di mercato che nulla ha a che vedere con la cura della persona.
Aziendalizzazione: la sanità trasformata in impresa
Non parliamo più di rischi: la deriva è già realtà. Con l’aziendalizzazione, la sanità pubblica, gli ospedali e le ASL sono stati piegati a logiche di bilancio, a obiettivi numerici, a premi di risultato. La sanità è stata trasformata in un’impresa che misura le performance economiche invece di garantire il diritto universale alla cura.
La salute è un bene prezioso, non può essere ridotta a un costo da contenere o a un ricavo da incrementare. La combinazione tra finanziamenti esterni e aziendalizzazione interna ha reso la sanità più vulnerabile, allontanandola dalla sua missione originaria: prendersi cura delle persone.
Incentivi ai medici: un modello che tradisce la missione.
Il dossier evidenzia che anche medici di base e i pediatri ricevono incentivi economici per raggiungere target vaccinali. In Toscana, ad esempio, i pediatri possono ricevere fino a 3.000 € annui, mentre ai referenti territoriali (AFT) spetta un compenso forfettario che arriva fino a 10.000 € annui. LINK ¹ LINK ²
Tali meccanismi sono incompatibili con la natura della professione medica. La cura, la prevenzione e la vaccinazione, quando clinicamente indicate, sono atti che fanno parte della missione del medico e devono essere svolti in scienza e coscienza, privi da condizionamenti o da premi economici.
Ogni incentivo collegato a obiettivi di copertura introduce una distorsione che mette a rischio l’autonomia professionale, riduce la fiducia del cittadino e contraddice i principi sanciti dal Codice Deontologico e dal Giuramento di Ippocrate.
Etica, fiducia e gratitudine
Il dossier porta i dati e le prove. Noi portiamo il significato: quei numeri raccontano un sistema che ha perso la sua anima. La fiducia è il cuore della medicina: senza fiducia, nessuna terapia funziona, nessuna prevenzione è efficace, nessuna comunità si sente protetta.
Per questo ribadiamo che il Codice Deontologico e il Giuramento di Ippocrate non sono formule vuote, ma richiami vivi e urgenti: il medico deve agire senza condizionamenti esterni, nell’esclusivo interesse del paziente.
La salute è un bene prezioso da difendere. Non può cedere a logiche di mercato o a pressioni politiche. Non possono esserci salute senza etica, scienza senza indipendenza e fiducia senza verità.
E per tutto questo, oggi, rinnoviamo il nostro ringraziamento:
- a una penna libera, che ha saputo dare voce alla verità con coraggio e rigore;
- a tutti i cittadini e medici che credono ancora che la salute non sia una merce ma un diritto.
Insieme, abbiamo acceso una luce che nessuno potrà più spegnere.
Carta di Siena – Patto tra medici e cittadini
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