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Risposta alla FNOMCeO al ministro Schillaci

Comunicato 11 agosto 2025
Risposta a seguito della comunicazione FNOMCeO al ministro Schillaci

La F.N.O.M.C.eO ( Federazione Nazionale Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri) si lamenta perché, dopo aver contravvenuto ai propri doveri istituzionali (avendo fatto piegare la professione a diktat politici ed interessi economici), non è stata nominata all’interno del NITAG.

Invece di reclamare posizioni per le quali nessun componente del Comitato Centrale ha qualifiche
adeguate, perché non impegnarsi per applicare le funzioni per le quali dovrebbero essere preparati: il rispetto della legge istitutiva degli Ordini, il Giuramento professionale ed il Codice Deontologico?

Il totale non rispetto del dettato normativo è esplicitato, in un passaggio praticamente “confessorio”, nella comunicazione del Presidente della FNOMCeO laddove scrive: “gli Ordini, quali Enti sussidiari dello Stato, hanno valutato il comportamento professionale coerentemente con le evidenze scientifiche, le ricadute in termini di salute pubblica, in ottemperanza alle disposizioni normative che il Parlamento e il Governo hanno operato”.

Cioè… il comportamento professionale è stato dalla FNOMCeO “piegato” alle disposizioni che il Parlamento ed il Governo hanno operato, determinando quelgrave rischio per la salute di tutti” che la giurisprudenza aveva già, teoricamente, evidenziato dagli anni 2000: il degradare il medico a livello di semplice burocrate che applica direttive e protocolli.

Di contro, la legge (art.1, comma 3, lett.c) prescrive che gli Ordini “promuovono e assicurano l’indipendenza, l’autonomia e la responsabilità delle professioni e dell’esercizio professionale, la qualità tecnico-professionale, la valorizzazione della funzione sociale, la salvaguardia dei diritti umani e dei princìpi etici dell’esercizio professionale indicati nei rispettivi codici deontologici, al fine di garantire la tutela della salute individuale e collettiva”.
Il Giuramento al primo comma: “giuro di esercitare la medicina in autonomia di giudizio e responsabilità di comportamento contrastando ogni indebito condizionamento che limiti la libertà e l’indipendenza della professione”.

Il Codice di Deontologia Medica art.4: “L’esercizio professionale del medico è fondato sui principi di libertà, indipendenza, autonomia e responsabilità. Il medico ispira la propria attività professionale ai principi e alle regole della deontologia professionale senza sottostare a interessi, imposizioni o condizionamenti di qualsiasi natura”.

Per comprendere appieno la portata e l’importanza sostanziale di questa parte della legge istitutiva degli Ordini espandiamo, con un parallelismo, il concetto. Il Consiglio Superiore della Magistratura è l’organo garante dell’autonomia e dell’indipendenza dei magistrati; perché non è possibile avere Giustizia se il Giudice non è autonomo ed indipendente.

Analogamente l’Ordine è l’organo che dovrebbe assicurare l’autonomia e l’indipendenza (aggiungendo anche la responsabilità) dei medici; perché non è possibile avere Salute se il medico non è autonomo ed indipendente nelle scelte che è chiamato a compiere, in scienza e coscienza, nei confronti del singolo paziente che a lui si è rivolto.

La “scusante” per aver palesemente contravvenuto ai dettami di legge ed Etici starebbe nel fatto che gli ordini sono “enti sussidiari dello Stato”.

Non pretendiamo che si spingano sino a studiare il “principio di sussidiarietà” contenuto nelle normative europee, ma per capire cosa significhi “agire quali organi sussidiari dello Stato” bastano competenze di scuole medie: analisi letterale e comprensione del testo. Infatti, il termine “sussidiario” significaessere di sussidio, di aiuto; che costituisce un mezzo complementare ed integrativo di qualcos’altro”: non significa affatto “dover eseguire le indicazioni ricevute”, in particolar modo se esse si pongono in contrasto con i principi etici sanciti nel Giuramento e nel Codice Deontologico (ricordiamo che il Medico giura, non di rispettare la legge, ma di rispettare il Giuramento Etico).

Per finire, nel merito di quanto contestato ai colleghi Bellavite e Serravalle, ci sono equivoci da superare. Infatti i colleghi, con una lunga e rispettabile carriera professionale e accademica, con un gran numero di pubblicazioni indicizzate su PubMed, non dovrebbero essere discriminati con indebite illazioni, da chi dovrebbe tutelare il rispetto deontologico della reputazione di colleghi che:

  • dichiarano inoltre di fare esplicito riferimento al metodo scientifico (e chi non lo pensasse potrebbe metterli subito alla prova);
  • chiedono, da anni, confronti scientifici basati su prove, impegnandosi in prima persona a presentare non ‘opinioni’, ma dati, fatti e prove/documentazione solida e aggiornata;
  • assicurano che, se in tali confronti scientifici fossero loro presentate prove più valide e forti
    di quelle che conoscono, lo ammetterebbero in modo pubblico e formale.

“Ci aspettiamo segnali di disponibilità in tal senso da tutti i soggetti che credono nel valore del metodo scientifico, che prevede il confronto basato sui dati”.

Carta di Siena – Patto tra medici e cittadini

 

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